MARIA RITA
GANDRA
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Danza orientale
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L'arte della
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L'ARTE DELLA DANZA ORIENTALE
La centralità del corpo umano è uno dei presupposti fondamentali su cui si basa nell'epoca contemporanea la definizione concettuale e simbolica della danza. La nuova danza del XX sec. può darci un corpus filosofico compiuto grazie al fatto che essa interpreta una questione radicale di tutta la cultura occidentale: come riconoscere l'Essere nell'uomo di fronte alla finitezza del suo corpo.
Riportare l'essere all'uomo significa anche ritrovare nell'uomo il carattere divino che lo distingue, la sacralità dell'Essere, recuperando antichi miti ancestrali di origine orientale.
Non c'è da meravigliarsi dunque se una delle più antiche arti è quella del movimento: la danza. Con caratteristiche diverse essa fiorisce dappertutto. Le sue origini si perdono nella preistoria più remota: molto prima che la danza evolvesse negli stili di un'arte complessa, l'uomo trae diletto a flettersi e scuotersi, a girare su se stesso, a divertirsi con passi artefatti, a pestare i piedi aritmicamente, proprio come fanno i bambini anche oggi.
Consapevole del moto di potenti forze della natura, il primitivo esibisce a sua volta movimenti nella speranza che tale imitazione quieti quelle forze terribili o anche nella pretesa di dar prova di un'analoga abilità dinamica, capace di un sopravvento su di esse.
I cacciatori danzano prima di mettersi sulle tracce di una possibile preda, i guerrieri danzano prima di affrontare il combattimento, l'intera tribù danza per esorcizzare gli spiriti maligni e propiziarsi agli dei. Vi erano danze per stimolare la pioggia, per festeggiare il raccolto (della fertilità), danze in onore delle nascite, dell'avvento della pubertà (iniziazione), per i matrimoni, per ossequiare la morte ed il suo trapasso, e così via.
Tutte le grandi civiltà hanno creato forme proprie con l'elemento fondamentale della danza: il movimento del corpo nello spazio. Il corpo ha una vastissima gamma di movimenti ed i tipi di danza, che prendono forma dall'esperienza espressiva del corpo, presentano enormi differenze da cultura a cultura. Quelle asiatiche sono più complesse in parte perché la danza orientale, come l'arte orientale in genere, è strettamente legata alla religione e agli aspetti simbolici e contemplativi. Ciò è evidente in modo particolare nella danza indiana ed è una conseguenza del fatto che gli indù credono nella creazione del mondo da parte di una "divinità ballerina", Shiva.
Larghissima parte dell'universo è in movimento. Nello spazio esterno i pianeti girano attorno al sole. Anche il nostro pianeta, la Terra, segue l'orbita e gira contemporaneamente sul proprio asse, secondo un sistema di simmetria ripetuta dall'atomo dove elettroni in rivoluzione ruotano contemporaneamente intorno a un nucleo di protoni e neutroni.
Per forza d'istinto i corpi umani si mettono in sincronia con il moto perenne del cosmo, movendosi a loro volta senza una meccanica razionale. Tutto ruota attorno a noi: assistiamo al ricorrente passare delle stagioni, all'inesorabile parabola della vita, dalla nascita alla maturità, alla vecchiaia e alla morte. La vita stessa è movimento. La Danza che per eccellenza esprime la sintesi tra Microcosmo dell'Essere e Macrocosmo dell'Universo è sicuramente la Danza Orientale, Raq Sharqi, che riassume nei suoi stili ed interpretazioni l'andamento ciclico e circolare della Natura.

La filosofia nietzscheana ci consente di mettere in luce i parametri culturali che silenziosi scorrono dietro la nascita della danza. La necessità di tale filosofia è quella di rompere con una cultura focalizzata su qualcosa "fuori" dal corpo esprimendosi con estrema determinazione. La nuova umanità riconosce al proprio corpo il senso universale della vita e pone il corpo nella centralità dell'Essere. All'alba di questa svolta epocale si situa un cambiamento culturale che considera l'uomo a partire da quello che egli è innanzitutto, vale a dire corpo. In tal senso tanto Nietzsche quanto la Nuova Danza sono interessati all'incontro dell'Essere e dell'uomo in seno al principio vitale del corpo.
Molti coreografi evocano la presenza del Dio nel corpo di colui che balla; il filosofo tedesco afferma invece di credere solamente in un dio che sappia danzare, secondo il principio cosmico della tradizione induista che va sotto il nome di Shiva: dea della danza che con il suo continuo incalzare simboleggia la creazione e la distruzione di ogni cosa ponendosi all'incrocio di vita e morte per riassumerli in un unicum cioè in un solo principio portante, quello di essere = movimento.
Grazie al recupero della sacralità del corpo la danza contemporanea, con Isadora Duncan, Martha Graham, Pina Baush e Carolin Carlson, ha saputo ispirarsi alle antiche danze ancestrali e trarre spunto per la propria arte. La Nuova Danza fa emergere archetipe danze basate sui culti della fertilità nella loro vera essenza femminea e matriarcale, liberandole dalle pseudopatriarcali interpretazioni frutto della depurazione religiosa di provenienza monoteista e ridando loro il vero valore sacrale ed esoterico.
La Nuova Danza Orientale fa proprio il culto della Dea Madre nelle sue diverse sembianze: Isthar, Iside, Innana, ecc.; si appropria inoltre del "Mito della Danza dei Sette Veli di Isthar" e con esso una nuova visione al femminile nasce e prospera nella cultura contemporanea come rinascita della fierezza femminile, trasponendo ciò che alle origini era culto a ciò che è oggi lettura dei simboli dell'inconscio.
La Nuova Arte della Danza Orientale fa proprio il Mito e per mezzo di esso agisce in un processo di scoperta dell'io profondo, archetipo, originario e, da una rielaborazione dell'essere che attraversa l'energia esoterica cosmica della danza, si trasforma in potenziale del sé.
Potremmo dire che se il Principio Cosmico dell'energia si esprime in una divinità che danza, sarà il femminile di Shiva, Shakti, l'Energia della Creazione, a rappresentare la Danza intesa come sintesi di Macrocosmo e Microcosmo.
Danzare Orientale significa risvegliare in noi Shakti ed il nostro potenziale creativo femminile, fatto di simboli magici ed alchemici per raggiungere l'autoaffermazione e l'autostima.
Risvegliare in noi la donna sciamanica, la donna che incarna il potere dell'amore che crea, della sessualità e della magia naturale, la donna madre di figli liberi e sani sia dentro che fuori, la Maestra e la Sacerdotessa, che è una donna di cui oggi il mondo ha più che mai bisogno ed è una donna che oggi può, vuole rinascere ed agire.
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